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il tifoso neofita - capitolo ottavo . 10.04.16

il tifoso neofita2

 

capitolo ottavo

10.04.2016 - Tarvisium vs Verona

 

"Bombonera" Monigo

 

Il rugby non è come il calcio. I tifosi sono straordianariamente educati, amano l'avversario e la fatica di ogni protagonista in campo. I giocatori lottano, si scontrano, placcano, ma si vogliono bene.
Il rugby non è come il calcio. Dalle tribune di uno stadio di rugby non sentirai mai partire cori o insulti contro gli ospiti o contro l'arbitro. Se la squadra perde malamente, se i beniamini di ogni domenica non rendono come al solito, se in campo sembrano confusi, impacciati, perfino svogliati, il tifoso del rugby continua imperterrito a incitarli, aspettando con ansia quel terzo tempo in cui potrà finalmente avvicinare i propri campioni e domandare loro a tu per tu: “ehi Grinta, cos'è andato storto oggi? Vieni qui, non pensarci più, ti offro una birra!”
Il rugby non è come il calcio.
Ma quando c'è un arbitro così, quando le magliette rosse se ne stanno intorpidite dalla primavera a subire un tempo intero gli avversari, quando passano la palla a 2 all'ora, quando non rincorrono gli avversari per più di 12 passi, quando chiudi gli occhi per non vederli più perdere una touche o una mischia, allora il tifoso neofita scopre che tutti i tifosi del rugby, in qualche angolo remoto del loro cuore, sono stati in una vita precedente tifosi di calcio.

Domenica un'intera stagione di educazione al fair play della palla ovale se ne è andato in malora, e lo stadio Monigo sembrava la Bombonera di Buenos Aires durante un disastroso derby con il River: i tifosi dei Ruggers, all'inizio amichevoli e bonari, col passare dei minuti si sono fatti nervosi, frustrati, incazzati neri. Una squadra disarmata, con tanto di espulso a fine primo tempo, e un arbitro contestatissimo hanno acceso i loro animi solitamente placidi: e via di fischi durante i calci avversari, insulti e urla contro il direttore di gara, conditi da colorati inviti a tornare a fare visita a luoghi natii e primordiali.
E il tifoso neofita, finalmente, si è sentito a casa: se fino al giorno prima era tutto un “perché il pallone è ovale?” e “non ci capisco molto, ma questi sono forti a centrocampo”, ora finalmente può dare sfogo a tutta la sua ignorante competenza gridando all'arbitro “IL PILONE ENTRA SEMPRE DI LATO ARBITRO! MA SEI CIECO??! MA RILEGGITI IL REGOLAMENTO!”.

Però una cosa non è sfuggita al tifoso neofita: che una partita così si sarebbe potuta perdere tanto a niente, e invece i Ruggers, che hanno iniziato il secondo tempo sotto 17-0 e con un uomo in meno, hanno battagliato per i successivi 40 minuti, hanno segnato tre mete e hanno sfiorato l'impresa, restituendo a se stessi e ai propri tifosi orgoglio, sorrisi, amore per il rugby.

E così una deludente sconfitta casalinga può diventare il faro più luminoso per la prossima stagione, anche più delle brillanti vittorie dello scorso inverno.

Il tifoso neofita

 

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