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presa al volo / n°30

presa al volo 30

 

giornate mondiali

 

Lo so, non ho titolo per dirlo, ma sono convinto che questi siano stati i più bei mondiali dall'inizio della loro storia ad oggi.
Non abbiamo mai visto tante partite così belle in così poco tempo, soprattutto non abbiamo mai provato cosi tante emozioni concentrate assieme e così tanto significato trasmesso dal nostro sport.

Pronti via e subito una sorpresa, la partita che non ti aspetti, la vittoria che non ti aspetti, la sconfitta che non ti aspetti, il Giappone batte il Sudafrica e come lo batte, scegliendo di non pareggiare, ma capendo che quella può essere la sola e unica occasione per cambiare la storia sportiva di una nazione. Vince e cambia la sua storia.
Poi arriva Inghilterra Galles, una partita attesa da quattro anni, decine di migliaia di richieste di biglietti andate inevase, l'Inghilterra che arriva al punto di demolire anche fisicamente il Galles, che vuole umiliare con l'ultima meta, il Galles che reagisce, ancora ci chiediamo come, e vince. Ma le sorprese non sono finite, l'Australia umilia l'Inghilterra in un'altra partita fantastica e la elimina dal Suo mondiale.
E che dire poi di Sudafrica Galles e Australia Scozia, che dire di Argentina Irlanda e soprattutto di Argentina Australia. Credo che il viso tumefatto di Poccok alla fine della partita unita all'immagine del pianto inconsolabile di Daniel Hourcade allenatore argentino rimarrà un ricordo stampato nella memoria di questo mondiale.

È stata una domenica particolare quella di Australia Argentina, avevamo appena visto la nostra prima squadra vincere nel suo esordio casalingo e i ragazzi in maglia rossa tornare a cantare a Monigo, ma in quella stessa mattina avevo assistito a qualcosa che mi aveva disturbato molto, la gara di moto GP nella quale Valentino Rossi aveva deciso di farsi giustizia da solo, continuando poi a fare la vittima, come già altre volte gli avevo visto fare nella sua carriera. Mi ha disturbato soprattutto la solidarietà ricevuta prima e soprattutto dopo la gara. Lo sport ha le sue regole non scritte che vanno tenute nascoste tra gli uomini di sport, se tali sono e non messe in piazza, ma soprattutto vanno rispettate le regole scritte, scritte per tutelare il rispetto, l'etica, i principi. Ciò che è accaduto prima, durante e dopo quella gara non ha nulla a che fare con lo sport e non ha nulla di educativo per chi dallo sport deve imparare.

Ma ancora una volta in soccorso dello sport e' arrivato il rugby che si è dimostrato per quello che è. Ho avuto la fortuna, sabato 31 ottobre, di essere uno degli 80125 di Twikenam e di assistere alla finale dei mondiali e di imparare ancora una volta dal rugby. Bello, emozionante, esaltante. L'attesa, gli inni, la haka, si comincia. I neri sono chiamati a mantenere le attese, gli aussie vogliono provarci, ma sono messi a dura prova dal possesso e dal predominio territoriale all black per tutto il primo tempo. All'inizio del secondo tempo con la meta di Ma'a Nonu sembrano al punto di capitolare, ma riescono a tirare fuori le ultime energie che rimangono e segnano due mete per provare a risalire la china. Twikenam finalmente si smaschera, gli australiani timorosi fino ad allora, compreso durante gli inni, sono più numerosi dei neozelandesi e il pubblico neutrale si schiera apertamente con loro, vuole la rimonta. Ma arriva il colpo del campione, quello che segna il mondiale, quel frammento video che rimane nella storia, dopo il drop di Stranski del '95 che abbiamo visto trasposto nel film Invictus e quello di Wilkinson del 2003 proprio contro l'Australia, arriva Dan Carter che da 40 metri taglia le gambe definitivamente ai Wallabies. Da lì in poi, c'è ancora un'altra meta dei kiwi, si aspetta solo di tributare loro il merito di essere campioni del mondo.

Potrebbe bastare così, sarebbe già tutto perfetto, ma non basta, dal rugby arriva un gesto che non si era ancora mai visto. Durante il giro di campo dei campioni per salutare i tifosi un bambino entra nel terreno di gioco per correre ad abbracciare Sonny Bill Williams, tornato a giocare in Nuova Zelanda a 15 con un unico obiettivo, rivincere la coppa del mondo. Uno steward lo insegue e lo placca a terra, SBW si avvicina al bambino facendolo rialzare e coccolandoselo, ciò che succede dopo è qualcosa di impensabile, ma avviene, non può essere raccontato, ho rivisto le immagini diverse volte e ogni volta l'emozione mi chiude lo stomaco.

Quel gesto cambierà la storia di questo fantastico atleta, contribuirà a rendere ancor più leggendaria questa squadra, renderà ancora più orgogliosa una nazione è ancora più grande questo sport.

Mi verrebbe da fare un paragone con quanto ho scritto prima, ma voglio evitarlo, scrivo solo GRAZIE RUGBY, grazie per avermi scelto.

 

Valentino Colantuono

vai al video su youtube

https://www.youtube.com/watch?v=o1efwKglwZU&feature=youtu.be

 

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la fotogallery della cerimonia

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