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presa al volo / n°47

presa 47

 

presa al volo / n°47

 

Ben, Fabio e Johnny

 

Anche quest’anno la fine del campionato coincide con l’addio al rugby giocato di tre nostri giocatori. Tre storie diverse ma egualmente esemplari e significative. Cominciamo da Fabio Franzin, terza linea, classe 86 “sono arrivato in Tarvisium in Under 17, da Silea, e qui sono rimasto per 15 anni, una seconda casa e famiglia per me”, un giocatore bandiera per la Tarvisium che ha vissuto sul campo tutta la fase della crescita societaria. Dalla promozione in giovanile (allora Under 20) dal secondo girone alla Élite, a confrontarsi con Petrarca e Benetton; poi approdato ai seniores protagonista delle promozioni prima in B e poi dopo due tentativi alla A delle ultime due stagioni. “Lasciare il campo è una scelta difficile e sofferta, lo spogliatoio e gli amici, la società hanno fatto parte della metà della mia vita, qua ho vissuto emozioni indimenticabili, è un distacco doloroso ma ormai era diventato difficile conciliare lavoro, famiglia e sport e l’età cominciava a farsi sentire.” Fabio è un po’ riservato e un po’ restio di i parlare di se stesso a differenza di Ben De Jager che è un fiume in piena.
La storia Benjamin De Jager, trequarti centro e ala, nato in Sudafrica 37 anni fa, comincia in Italia da giovanissimo, anche lui diciasettenne, a Catania. La sue qualità non passarono inosservate e ben presto approdò alla Benetton e poi negli ultimi anni a Calvisano e qualche presenza in azzurro. Già due anni fa aveva deciso di appendere le scarpette al chiodo “Il rapporto con i compagni era fantastico e stavo bene, ma quel rugby non mi dava più stimoli” poi la proposta di Mauro Serafin di venire in Tarvisium alla corte di Craig Green mi ha fatto propendere per un’altra stagione, in una realtà diversa “Mai decisione fu più azzeccata, qui ho trovato il rugby che mi piace, quello di una volta, con una squadra di buon livello ma con un ambiente societario familiare e fantastico. Quello che mi piace. Dopo tutto dopo una carriera di giocatore ti restano i ricordi di soltanto qualche sprazzo di partita, ma restano indelebili i rapporti umani, gli scherzi, la convivialità, gli amici. Il vero plus del rugby è la scuola di vita che ti aiuterà nel lavoro, nella famiglia, nei rapporti con gli altri”. Al telefono è un fiume in piena “Questa stagione è stata fantastica, ringrazio la Tarvisium per questa esperienza e i compagni cui do solo il consiglio di aver più fiducia nelle loro qualità. Quando penso a tutto questo mi verrebbe da continuare, ma poi penso al fisico, ai recuperi fisici più dolorosi e difficili con l’età e realizzo che è il momento di chiudere e pensare al lavoro ed al futuro”. Resterà anche lui a Treviso. Li vedremo sicuramente tutti e due in tribuna a tifare per le magliette rosse.
Anche Johnny Sartoretto lascia, approdato alla Tarvisium tre anni fa dopo un passato più che significativo nelle giovanili della Benetton e in eccellenza a San Donà e Mogliano, da noi ha potuto dimostrare le sue qualità solo alla prima fermato per oltre un anno da un doloroso infortunio al piede. Si è rivisto in campo solo nel finale di questa stagione e la sua presenza si è fatta sentire. Noi ci auguriamoci ripensi anche per dare un senso a tutti i sacrifici passati per recuperare dall’infortunio e voglia ancora regalarci e regalarsi un’altra stagione da protagonista.

 

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