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presa al volo / n°11


presa al volo

...per tutti i sognatori

Ino Pizzolato

È importante che il rugby sia presente
nel mondo della scuola per farsi conoscere
e permettere ai ragazzi di sognare
come questo ragazzo della Scuola Coletti.


felicità ovale

di Luca De Francesco
under 12 - classe 1a / Scuola Coletti Treviso

Solo un metro dalla linea.
È quasi fatta
l'ultima emozione,
la più grande.
Non posso sbagliare
la linea è lì,
bianca,
quasi irraggingibile.
Salto, volo.
Mi accompagnano
le urla dei miei compagni
ma non li sento.
Sono solo adesso,
non posso sbagliare.
È fatta,
il pallone si schianta sull'erba,
ci sono sopra.
L'abbraccio di una gioia infinita,
gioia immensa,
trionfo,
felicità.
La felicità è un pallone in meta.

_____________________________________________________________

La Ruggers Tarvisium porta avanti da sempre,
con impegno, un progetto di propoganda
del rugby nelle scuole elementari e medie.
Il progetto, in collaborazione con gli istituti
scolastici, viene svolto nell'ambito dell'attività formativa
della scuola e consiste nel proporre
lezioni di "Rugby" tenute dai nostri allenatori,
in collaborazione con gli insegnanti delle scuole.

 

presa al volo / n°10

 

Paris, Tarvisium

Guido Feletti

Per fortuna talvolta nella vita accadono alcuni episodi che fanno palpitare e fremere il nostro corpo, qualche volta agitando la nostra malinconia, talvolta a qualcuno pure fanno brillare gli occhi ed in altre situazioni fanno invece tornare il sorriso.
Queste sono sensazioni che, credo e spero, ognuno di noi ha provato, queste sensazioni arrivano ad esempio quando ci si innamora di una ragazza, che, per tanto o per poco, ci rende questo “sentire” vero e tangibile.
Succede cha anche nel rugby capitino questi momenti perché molti, moltissimi di noi, nonostante tutto sono innamorati di questo sport, che ci fa vivere dei duri momenti, ma che ce ne regala anche degli altri indimenticabili.
Ieri ho assistito, anzi ho partecipato, a due di questi momenti, il primo al mattino … quando la nostra squadra Giovanile ha visto svanire, all’ultimo minuto di una ottima partita, la possibilità di continuare a lottare per i play-off del titolo under 18; abbiamo perso contro il Rugby San Donà, una ottima squadra che si è rivelata più fredda ed esperta di noi, dei nostri ragazzi, che però fino all’ultimo hanno lottato.
Nell’immediato dopo partita la delusione e lo sconforto erano forti, ed uno tra tutti i nostri ragazzi della squadra mi è parso riflettere molto questi sentimenti, un ragazzo tra gli ultimi arrivati, ma che è tra i primi a dimostrare quanto innamorato è di questo sport … magari anche della Tarvisium?
Il secondo momento è arrivato nel pomeriggio quando, all’opposto del mattino, la nostra squadra seniores ha battuto in trasferta il temibile Rugby Mirano; con questa vittoria si è posta una buona base per cercare di conquistare anche questa stagione i play-off promozione. La vittoria è la miglior medicina per curare il malessere di una squadra di rugby, una vittoria cercata e voluta ti fa passare qualsiasi male e ti fa sentire vivo e forte. In partita, oltre alla forza impressa dal gruppo, si è aggiunta una motivazione diversa dalle solite, una motivazione che ti fa dire che non devi perdere la partita, non devi perdere perche sai che al tuo fianco c’è un ragazzo, anche lui tra gli ultimi arrivati, che per questa partita si è fatto duemiladuecento chilometri … in auto, mica in aereo (!) per essere in campo al tuo fianco! Roba d’altri tempi, e tu che vai in campo e che giochi al suo fianco, sapendo che cosa questo ha fatto, non puoi mai perdere.
Dopo la partita non ha nemmeno festeggiato molto, si è beccato una raffica di manate – qualcuna anche pesante - sulla schiena ed è immediatamente ripartito.
Stamane, con la schiena un po’ arrossata, è al suo posto di architetto in uno studio di Parigi!
Un grande!

La nostra medicina si chiama Dario Fogagnoli!
Guarda il caso … , Dario è con noi da questa stagione, in prestito proprio dal Rugby San Donà …

Caro Dario, con questo tuo gesto, ti piaccia o no, sei prepotentemente entrato per sempre, nella mitologia della Tarvisium!

 

presa al volo / n°9

presa-al-volo

 

Rugby Cult: rugby di cultura, cultura del rugby

Franco Luciani

Al via una nuova rubrica nel nostro sito: “Rugby Cult”!
Cos'è “Rugby Cult”?
“Rugby Cult” è pensato come un luogo in cui rugby e cultura si incontrano, si incrociano, si mescolano.
L'idea è di scrivere piccole pagine di storia del rugby, raccontando grandi storie di rugby, per riservare al rugby il posto che merita nella grande storia.
E non solo.
“Rugby Cult” sarà anche una vetrina per nuovi (e vecchi) libri sulla palla ovale. Sarà il depliant che accompagnerà la visita a mostre e collezioni di memorabilia del rugby. Sarà la copertina di un disco con inni e canzoni legati al rugby. Sarà il trailer di un film “ovale”.
“Rugby Cult” sarà insomma un luogo di cultura, di cultura - ben inteso - rugbystica, che già di per sé è cultura, con la C maiuscola.
In quanto luogo di cultura, “Rugby Cult” è e sarà un luogo pubblico, aperto alle segnalazioni di chiunque voglia promuovere una storia, un evento, un libro e così via.
Per ora partiremo da lontano, da un gioco praticato nell'Antica Grecia, ma poi anche a Roma, che - in qualche maniera - può essere considerato il progenitore del nostro amato sport: il Rugby, per tutti noi un vero Cult!

 

presa al volo / n°8

 

Le ragioni di un marchio

Valentino Colantuono

Seconda parte

 

Dicevamo, cosa c'entra con il rugby e la Tarvisium?
Alla Tarvisium in quegli anni ottanta serviva un simbolo attraverso il quale riconoscersi, i valori che venivano trasmessi a chi entrava a far parte della tribù, i principi e l'essenza del gioco che venivano insegnati a chi indossava quella maglia, lo spirito di mutualità e cooperazione che si riceveva inconsciamente e che diventava senso di appartenenza, erano fondamenta oramai solide e segno distintivo della Tarvisium.

Erano anni in cui per vedere il rugby si aspettava il torneo delle cinque nazioni o si aspettava la tournée di una nazione dell'altro mondo ovale. Tutte queste squadre avevano un simbolo distintivo sulle maglie che le rappresentava, la rosa, il trifoglio, il cardo, si contrapponevano i galletti, gli springbooks.

L'intuizione fu quella di scegliere un simbolo che ricordasse le nostre radici, il nostro territorio e che fosse affine al nostro modo di interpretare questo meraviglioso sport. Nasce così l'idea del grappolo d'uva, ma non un grappolo d'uva qualsiasi, il nostro doveva avere 15 acini, uniti tra loro a rappresentare il gruppo. La maglia rossa era la nostra identità, la nostra essenza, il grappolo d'uva su quella maglia, la nostra firma!

Nel momento in cui scrivo, respiro la sensazione di orgoglio che io e i miei compagni provavamo nell'indossarla e che abbiamo provato per tutti gli anni anni che abbiamo potuto farlo. Ricordo l'orgoglio provato nel vedere la mia maglia, la nostra maglia con il grappolo d'uva, nella copertina del libro Ruggers in mostra nella vetrina delle librerie della città. Ricordo la mia commozione nel vedere dalla tribuna dello stadio di Firenze, il 6 giugno 2010, quelle maglie rivincere un titolo nazionale, guardarmi intorno e vedere le stesse maglie rosse con il grappolo d'uva indossate dai tifosi, genitori, fidanzate, ex giocatori. Le stesse maglie, lo stesso simbolo, erano in campo e in tribuna nella sfortunata trasferta dello scorso anno all'Aquila.

Ma la storia non finisce qui, anche la Tarvisium ha il suo momento 2.0: il restiling del simbolo che diventa Marchio.

Il grappolo d'uva, il rosso, la forza del gruppo, il sito per continuare sulla strada tracciata da chi è venuto prima e ci ha regalato una storia fantastica da poter continuare a raccontare.

 

"Gilberto Breda testimone e protagonista di quell'esperienza ce la racconta così..." vai all'articolo

 

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Presentazione del sito, serata del 10 febbraio

vai al pdf

 

 

 

 

 

 

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presa al volo / n°7

 

Le ragioni di un marchio

Valentino Colantuono

Alla fine degli anni ottanta, il mondo del marketing comunicava promuovendo i propri prodotti attraverso la pubblicità che chiamava advertising. Ma arriva la svolta, l'idea rivoluzionaria e' passare dal promuovere un prodotto al promuovere un marchio. Si passa dall'advertising al branding. Una delle aziende protagoniste di questo cambiamento è la Nike, esplode il fenomeno "swoosh", i clienti Nike non sono solo acquirenti di prodotti, ma si sentono appartenenti ad una tribù, accomunata ad un brand, alcuni di essi arrivano perfino a tatuarselo addosso. Il successo è planetario grazie anche ad un campione straordinario che non viene riconosciuto come un semplice testimonial ma diventa lui stesso parte del marchio: Air Michael Jordan! Il fenomeno del branding coinvolge molte aziende: Tommy hilfigher, Coca-Cola, Ralph Lauren, Reebok, McDonald's e tante altre.
Passa un decennio, Naomi Klein attraverso il suo saggio di successo No Logo, denuncia l'egoismo di queste multinazionali che per investire ingenti somme in comunicazione, producono economie delocalizzando nel terzo mondo grazie allo sfruttamento della mano d'opera locale. E sull'onda dell'indignazione nascono movimenti anti globalizzazione che riusciranno a mandare in crisi molte di queste aziende. Si chiude un ciclo.
Cosa c'entra tutto ciò con la Tarvisium e il rugby? Provo a dirvelo la prossima volta.

 

egiziani

presa al volo / n°6

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Tommy e Angelo!

Marco Buso

Questa settimana vogliamo dedicare la rubrica "presa al volo" a due nostri amici ed ex compagni di squadra: Tommaso Iannone e Angelo Esposito. I due sono stati tra i protagonisti della bella prova dell'Italia nella partita inaugurale del 6 Nazioni al Millennium stadium di Cardiff. Entrambi, dopo aver fatto tutte le trafile nelle giovanili della Tarvisium, sono approdati in Celtic League con la maglia della Benetton e ora rappresentano il futuro della nazionale italiana di rugby.
Tommy, dopo due anni di gavetta nel campionato di Eccellenza, ha raggiunto nel 2011 la franchigia trevigiana per poi cominciare, questa stagione, una nuova avventura tra le file delle Zebre. Grazie alle sue doti da utility back è riuscito a rientrare in pianta stabile tra i convocati della nazionale e a conquistare già 6 caps.
Angelo, invece, dopo aver vinto uno scudetto giovanile con la Tarvisium under 18 è stato selezionato dalla Benetton e, dopo un anno di duri allenamenti e poche presenze, i suoi sforzi e il suo potenziale sono stati finalmente riconosciuti dai tecnici che lo hanno inserito più volte in formazione, diventando pedina importante del XV trevigiano. In questo 2014 ha così conquistato anche l'attenzione di Brunel che lo ha selezionato e fatto debuttare da titolare nella partita inaugurale del 6 Nazioni; dopo una disattenzione iniziale dovuta sicuramente all'emozione, Angelo ha disputato 70 minuti di grande rugby proponendosi spesso nel gioco aperto e annullando più volte le cavalcate di George North in fase difensiva. Proprio al suo posto, nel finale di gara, è entrato Tommy che ha dimostrato grande presenza in campo nonostante i pochi minuti a disposizione.
Entrambi saranno nuovamente impegnati domenica allo Stade de France per il secondo turno del 6 Nazioni, ma a ruoli invertiti; questa volta sarà Tommy a indossare la maglia numero 14, mentre Angelo siederà in panchina pronto a subentrargli. Un grande in bocca al lupo da tutti noi che vi guardiamo e vi sosteniamo con orgoglio e ammirazione... Dai fioi!!!

 

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per mio figlio ok

 le firme

semo tutti del stesso stampo
la fotogallery della cerimonia

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