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il tifoso neofita - capitolo quinto . 31.01.16

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capitolo quinto
31.01.2016 - Tarvisium vs Vicenza

 

il family day in maglietta rossa

 

Qualche legittima sconfitta a salvezza acquisita e i tifosi neofiti si sono fatti nebbia: scomparsi quasi tutti, così non si fa!

E non avete idea di cosa vi siete persi: chi c'era domenica a Fort SanPaolo, sotto un cielo amorfo e senza luce, ha rivisto le magliette rosse brillare di fango e d'orgoglio! I fuochi non si spengono d'improvviso, il rugby non è una stagione di passioni jesolane che muoiono al primo freddo, e la TARVISIUM HA ANCORA TANTO AMORE DA DARE!
Che meraviglia ragazzi: contro Vicenza, che ci bastonò a Natale, si sono riviste finte e intercetti, corse e scorribande, boccali di birra e rugby champagne. E a goderne, c'era tutto lo zoccolo duro degli irriducibili tifosi, vecchi e nuovi: mamme tesissime che incitano i giocatori, incuranti dei loro marmocchi scalmanati a bordo-campo, ex giocatori anziani che sfottono ex giocatori giovani, splendide fanciulle dalle invidiabili chiome rosse, bizzarre creature dai discutibili copricapo, appassionati chiassosi che disturbano gli esperti in meditazione, musicisti rock che sorridono a ballerine classiche. C'erano indigeni made in Treviso da 13 generazioni e nuovi tifosi dalla pelle scura che ormai non si perdono nemmeno un'azione, in questa rigenerante boccata d'aria domenicale che è diventata la partita della Tarvisium.

Al di là delle libere credenze personali (nessuno si offenda!), verrebbe da dire che il Family Day dei Ruggers va in scena con contagiosa gioia e regolarità dal 1969: ad ogni partita casalinga, la famiglia targata Tarvisium si mostra per quella che è, cioè una strana banda di tifosi in festa, uomini e donne con una fede in comune, che amano ritrovarsi e respirare comunità, sport, vittorie e sconfitte. Venire a vedere la partita è un rito di condivisione, una messa laica con preghiere in forma di bestemmia, con osanne e urla di incitamento. Basta arrivare al campo, salutare con uno sguardo di approvazione le facce nuove, abbracciare gli amici di sempre, appassionarsi alla partita, ciacolare di tutto con tutti per due ore, e la famiglia Tarvisium prende vita naturalmente, generata dall'amore più innegabile che ci sia.

Provare per credere: prossimo appuntamento a metà marzo allo Stadio Monigo!

Il tutor del neofita

 

il tifoso neofita - capitolo quarto . 13.12.15

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capitolo quarto
13.12.2015 - Tarvisium vs Paese

 

da neofiti ad aficionados


È dicembre: dentro calzature imprudenti, le dita dei piedi lottano contro l'assideramento, mentre i Ruggers giocano il secondo match consecutivo in casa su un campo di solida brina chiamato San Paolo, anziché sul comodo manto erboso dello stadio Monigo. Eppure i nuovi tifosi della Tarvisium continuano a venire a vedere dal vivo ogni partita, inossidabili: non se ne perdono una, gelasse il mondo.

Buon segno: significa che si stanno trasformando da neofiti ad aficionados. Li riconosci subito i nuovi tifosi: si muovono in gruppetti eterogenei ma molto compatti, vantano tra le loro fila prestigiosi vip di quartiere, non indossano tute né giacconi della Tarvisium, si portano dietro delle avvenenti giovani femmine a cui affidano il compito di mantenere le posizioni, mentre intrepidamente loro, i tifosi maschi, vanno a procacciare birre per tutti in Club House.

Ma li riconosci principalmente perché fanno di tutto per non farsi riconoscere: per adattarsi all'habitat, per sembrare veterani o pirati di lungo corso, i tifosi neofiti affrontano con avventata disinvoltura discussioni sul rugby con chicchessia, come se ormai la materia non avesse più segreti per loro. Allora se tendi l'orecchio (e non è impresa da poco direzionare correttamente l'orecchio durante una partita al San Paolo, tra bestemmie in mischia, imprecazioni in ruck, e la spassosa sarabanda dei rumorosissimi tifosi del Paese) puoi captare frasi memorabili come: “Il Paese è molto forte a centrocampo: è la loro specialità”.

Queste esatte parole sono state pronunciate da un neo-tifoso neo-esperto leggermente ubriaco, rivolte alla corrucciata compagna. E ne è stata testimone anche una non-più-giovane tifosa di lungo corso, che prontamente si è voltata verso il perito autodidatta, squarciandolo in due con il suo glaciale sguardo di riprovazione. Deve essersi sentita peggio che se dei ladri le avessero violato la casa. Nel tempio trevisano dei Ruggers, alla “Conad Arena di viale Olimpia 4” (come l'ha ribattezzata zio Bortolo) qualcuno non solo osa definire una squadra di rugby (sport privo di centrocampisti) “forte a centrocampo”, ma lo fa anche con ostentata spavalderia, in modo da infondere affidabile sicurezza nell'inesperta compagna.

Alla tifosa di lungo corso giustamente scandalizzata o avvilita, chiediamo di portare ancora un po' di pazienza: la metamorfosi del tifoso neofita è solo una fase di passaggio nel suo entusiasmante percorso verso la completa competenza rugbystica, l'effetto collaterale di una passione che cresce e contagia, come un inevitabile male di stagione, terribile sul momento ma veloce alla guarigione, o come questi dannati piedi ghiacciati, che già sogno di immergere in un rinfrancante pediluvio.

Vince di nuovo la Tarvisium, grazie a una perfetta applicazione della tattica del fuorigioco.

 

Il tutor del neofita

il tifoso neofita - capitolo terzo . 22.11.15

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il tifoso neofita - capitolo terzo
Tarvisium vs Udine

 

...ma alla fine, l’importante è

che l’abbiamo svangata, non pensi?”

 

Il tifoso neofita di domenica è stato contentissimo che la partita contro il Rugby Udine si sia giocata al San Paolo. Non tanto perché il campo era più vicino al bar del terzo tempo (anche se a giudicare dal via vai non gli deve essere dispiaciuto affatto), quanto perché finalmente ha potuto avere l'occasione di osservare l'azione di gioco dalla distanza ravvicinata del bordocampo.

Ora, il tifoso neofita non è uno a cui si possa dire proprio tutto, con lui che fino all'altro ieri gridava “fuorigioco, arbitro” ogni volta che qualcuno calciava la palla pensando che il calcio e il rugby fossero la stessa cosa, per cui bisogna generalmente andarci piano con le informazioni. Fatto sta che quando la Tarvisium gioca al San Paolo si è tutti un po' più vicini, esperti e non, e così il tifoso neofita si è trovato da una parte ad ascoltare i consigli tecnici dei fedellissimi (“daghe”, “su”, “Varda a baea”, “Forsa Tarvisum”, “Vanti rossi”, “Arbitro cossa sito drio far in meso al campo”), dall'altra ad ascoltare gli inevitabili amarcord che preparano la piazza al terzo tempo in Club House (“Negli anni settanta c'era uno spirito del Rugby a Treviso che lo potevi respirare ad ogni boccata, e andava giù come liquore anche nelle serate inoltrate, mentre si continuava il terzo tempo a oltranza”).

In tutto questo mix di emozioni, è normale che al nostro tifoso neofita siano sfuggiti alcuni particolari. Per esempio, non si è accorto che le magliette rosse dei nostri eroi non sono poi così rosse durante il gioco, tra erba, placcaggi a terra e mischie, da così vicino sembra più un puzzle autunnale, di sudore e fango. Anche i nostri avversari, non se la sono cavata meglio, pur con le loro divise completamente nere, da così vicino al neofita non sono sfuggiti le facce tirate, gli occhi neri, gli spintoni e le pacche (che da così vicino arrivano più in fretta e più chiare che non sugli spalti dello stadio di Monigo).

Una volta la partita sembrava essersi assestata il nostro amico tifoso neofita stava diventando domenica dopo domenica sempre più esperto: “Mah, non lo so”, mi ha detto “Mi è sembrato che la partita fosse sostanzialmente equilibrata, senza una chiara supremazia. Ma alla fine, l'importante è che l'abbiamo svangata, non pensi?”

Dietro di lui, un Vecio, lo guardava con l'aria di saperla lunga. Il Vecio aveva probabilmente capito che il nostro amico tifoso neofita stava diventando domenica dopo domenica, sempre più esperto e sempre più vicino al quel campo che oggi aveva potuto osservare dal bordo. Il Vecio gli assestò una sonora pacca sulle spalle, gli mise in mano il suo biglietto consumazione e disse “Ndemo farse na birra.” Così, anche Tarvisium -Udine finiva, tra l'inno Maglietta rossa intonato dai nostri ragazzi e quel momento che segna l'alba del terzo tempo in Club House.

 

Il tutor del neofita

 

 

il tifoso neofita - capitolo secondo . 15.11.15

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il tifoso neofita - capitolo secondo
Tarvisium vs Casale

 

andare a vedere le partite della Tarvisium

è sempre più bello

 

Innanzi tutto perché si vince. E poi perché Monigo è sempre più pieno. C'è una gran voglia di partecipare all'inarrestabile marcia dei Ruggers: sembra che i ragazzi di Green stiano davvero facendo re-innamorare Treviso del rugby. La storia di questa stagione sta appassionando tutti, e inizia a diventare quasi una favola, di quelle che piacerebbero al nostro amico Paolo Marta: non si vedono lupi cattivi all'orizzonte, ma ci sono magliette rosse e schegge nere che corrono e cozzano a destra e a manca, fuoriclasse in campo e leggende in panchina, paladini luminosi che sconvolgono i cuori di aspiranti castellane sugli spalti (Don Stodard de la Vega è gettonatissimo), terzi tempi stracolmi di amici in festa, vecchi e nuovi. E si è rivisto pure il grande Pin.

Tra i 1500 di Monigo, di tifosi neofiti contro il Casale se ne sono visti tanti: cantanti e musicisti, giornaliste e pasticceri. Ma i veri protagonisti di questa settimana hanno fatto il loro ingresso allo Stadio intorno al quarto d'ora del primo tempo, con puntuale ritardo africano: 13 mori che vengono da lontano, dalla Nigeria, dalla Costa d'Avorio, dal Gambia, dall'Afghanistan, dalla Guinea Bissau. A guidarli, l'operatore del centro d'accoglienza di via Verdi e un bizzarro giovanotto riccioluto e molto entusiasta che il mio compare ha presto ribattezzato Telespalla Sel, a causa della sua somiglianza con un personaggio minore dei Simpson. Sono tutti ragazzi tra i 20 e i 25 anni, prima migranti e ora ospiti della casa di accoglienza a Treviso, in attesa che venga loro riconosciuto lo status di rifugiati. Qualche giorno fa avevano chiesto di potersi sgranchire un po', di cimentarsi con uno sport in questo novembre nebbioso del remoto Veneto: cosi, insieme, all'operatore hanno chiesto una mano alla Tarvisium. Proprio perché i Ruggers sono notoriamente una SOCIETÀ SPORTIVA, dove Società significa comunità strutturata e aperta, e Sportiva è un attributo legato al nostro codice di valori, condiviso e maturato anzitutto sul campo. Il presidente, allora, ha invitato i ragazzi di via Verdi ad assaggiare una fetta di rugby genuino.

Esattamente come gli amici musicisti e pasticceri, anche nigeriani, ugandesi, fula e mandinghi non avevano mai visto prima una partita. E Telespalla Sel racconta che, per prepararsi, hanno fatto incetta di video di Youtube per tutta la settimana, scoprendo con i propri occhi che esiste questo strano sport fatto di mischie ordinate e di maul confuse, di gesti cavallereschi e di pedate sul naso. E a qualcuno di loro è piaciuto parecchio. Domenica erano felicissimi, luminosi, fieri, contenti di essere finalmente coinvolti in una grande festa di questa umida parte di mondo. Hanno tifato Casale per tutto il primo tempo, perché Telespalla Sel ne capisce meno di loro e aveva invertito le squadre, dal momento che la Tarvisium ha giocato con la casacca grigia, in questa occasione. Poco male. Per il calcione da metà campo di Carlo Dugo in mezzo ai pali si sono alzati a festeggiare tutti e tredici, si sono dati il cinque alto, felici come tifosi che assistono all'impresa del proprio campione preferito. Per tutta la partita hanno urlato TAR-VI-SIUM! TAR-VI-SIUM!, a fine gara hanno assistito divertiti al coro “Maglietta Rossa trionferà” intonato dai ragazzi di Toni Green. Qualcuno, non tutti a dir la verità, ha espresso il desiderio in iniziare ad allenarsi il prima possibile.
Ma è proprio una gran bella favola, quella di questa Tarvisium.


Il tutor di Telespalla Sel, che ne ha bisogno

 

 

il tifoso neofita - capitolo primo . 25.10.15

il tifoso neofita2

 

il tifoso neofita - capitolo primo
Tarvisium vs Valsugana

 

quando fanno la farfalla?


Avevo dieci anni quando “Achille” Lauro, il papà della mia compagna di banco, mi portò per la prima volta a Monigo a guardare il rugby.

Da buon trevigiano, sapevo che tutto lo sport in città era allora marchiato biancoverde. La prima sorpresa fu invece quella di trovarmi a tifare per delle magliette rosse. Ma tutto era nuovo per me: porte giganti senza reti e con pali che continuavano ben oltre la traversa, palloni ovali, rimbalzi matti, passaggi all'indietro, botte legali e atleti panciuti. Tutto un altro mondo. Con tanto di eroe: il capellone numero 13 che con due finte faceva cadere gli avversari, senza nemmeno essere toccato. Gli altri picchiavano, lui danzava. La precoce rivelazione del concetto di talento fu per me Ivan Francescato: subito dopo la partita, al primo terzo tempo della mia giovane vita, ottenni il suo autografo.

Col passare degli anni si diventa nostalgici, e quest'anno mi sono impuntato di voler rivivere a tutti i costi quelle emozioni da prima volta. Ispirato dalla dichiarazione del nostro presidente “non serve essere esperti di rugby per diventare tifosi della Tarvisium”, ho deciso di tornare a Monigo, con al seguito spettatori nuovi e completamente impreparati in materia. Certo, la formula entrata+birra 5 euro favorisce il mio compito.
La tifosa neofita di questa settimana è una ex ginnasta, di età compresa tra i 30 e i 40 anni (è pur sempre una donna, mica possiamo dire tutto), al suo esordio assoluto sugli spalti del rugby. Birra pre-partita in Club House, alle 14:20 ci accomodiamo sugli spalti del settore verde, scopriremo poi tra i tifosi del Valsugana. Il Monigo rosso-Tarvisium è caldo come lo ricordavo.

Alla mia compagna di ventura la partita piace eccome, glielo si legge negli occhi; ogni violento impatto tra giocatori in campo è accompagnato dalle sue espressioni meravigliate, o da divertite esclamazioni. Presto, la domanda che mi spiazza:

Quando fanno la farfalla?
La farf... cosa?
A me piace quando fanno la mossa della farfalla
ahah, sarebbe?
Quando saltano e agitano tutte le braccia come le farfalle
uhm... è rugby, mica ginnastica. Qui non ci sono farfalle

Pochi secondi dopo vengo smentito: Pizzinato raccoglie un calcio del Valsugana nei nostri 22, e lo ricaccia fuori oltre la loro metà campo. I giocatori si dispongono per la touche ed ecco che la neofita si illumina:

La farfalla! La farfalla! Questa intendevo! Guarda che carini che sono!

Scoppio a ridere, e capisco che l'intuizione è stata giusta: venire allo stadio sarà uno spasso quest'anno. E sentire le note di “S'incazza la Tarvisium” ad ogni meta è un'autentica carica di adrenalina. Se poi si lotta, si vince e ci sono in campo fuoriclasse come Allison Gobbo, lo spettacolo è più che garantito. La neofita si è divertita da matti, e il post-partita in Club House è stato il coronamento di una domenica pomeriggio di pura evasione. Tornerà, ne sono sicuro.

Il tutor della neofita