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presa al volo / n°25

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Quando dico che la Tarvisium ieri pomeriggio ha compiuto un gesto coraggioso, lo dico con convinzione. Non è facile per una società sportiva misurarsi su campi diversi da quelli che gli sono propri. Tantomeno per chi ha dovuto (spesso) fare i conti con le proprie risorse e (ancora più spesso) sopperire alle mancanze con la dedizione e la convinzione.

Potrei raccontare di come questo progetto è nato, della convinzione e della fatica con cui la Tarvisium l’ha portato avanti, delle numerose riunioni in cui ci siamo incontrati attorno ad un tavolo a discutere, confrontarci, emozionarci, della incredibile capacità di questa società di produrre sinergia. Ma sono certo che tutto questo emergerà nel tempo.
Ora, sento forte il bisogno di ringraziare.
Chi è salito sul palco.
Qualcuno ha dovuto vincere (grandi) timidezze e insicurezze, altri misurarsi su campi poco conosciuti oppure ritornare appositamente da lontano, giusto il tempo per raccontarsi. Tutti si sono messi in gioco e tutti hanno scavato dentro ai ricordi, alle emozioni, ai sentimenti partorendo un pezzo della loro anima. Con il sorriso, ma non senza fatica e (probabilmente) un pizzico di dolore.
Chi ha lavorato dietro le quinte.
Un vecchio amico ci ha diretto, ordinato ed organizzato. Con leggerezza e capacità.
Una nuova amica è stata capace di sostenere le parole con le emozioni che solo le immagini, le belle immagini, sono in grado di fare.
Chi si è dato da fare (come spesso accade) nell’ombra.
Mi riferisco a chi ha lavorato per diffondere l’evento, sostenerlo, arricchirlo dentro e fuori l’ambiente della società. Anche semplicemente svolgendo, come sempre, il proprio lavoro in campo, nella club house, in infermeria.
E infine, un grazie anche a tutti voi che avete scelto di condividere con noi questo evento.Senza non avrebbe avuto senso.
Grazie
Grazie
Grazie.

Paolo Marta

 

presa al volo / n°24

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80 minuti di ...

 

Per la Tarvisium il 14 marzo 2015 è una data importante, per certi versi storica, che vogliamo condividere anche con te. Abbiamo infatti deciso di raccontare il nostro mondo, a tutti, ponendo l'attenzione più sulla sua anima che sulla sua storia. L'idea nasce dall'incontro con Cartacaramella, un libro scritto da una delle magliette rosse. Ma non si tratta della presentazione di un libro e nemmeno di una conferenza o di una rappresentazione teatrale. È piuttosto un racconto, a più voci, in cui le emozioni si mescolano alle parole, alle immagini e alla musica, la nostra musica, in modo che sia comprensibile a tutti, anche a chi, ancora, non ci conosce.
Ti aspettiamo. Per condividere assieme. Ancora una volta.

Guido Feletti

 

presa al volo / n°23

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"quei co a maja"... "peassa", piccolo grande uomo


Nell'aria profumo de fritoe, clima di festa sopra i campi di via Olimpia 4, come un rito all'apertura del cancello, un vivace fiume di persone invade spogliatoi e clubhouse, per primi i ragazzi del minirugby, proprio tra questi scelgo il protagonista del mio racconto.
Lo chiamerò Piccolo Grande Uomo, non solo per risvegliare, a chi legge, lo splendido ricordo di un cult movie anni '80, ma far conoscere, a tutte le magliette rosse, il comportamento esemplare di un ragazzo dell'under10.
Chiuse le scuole, il carnevale impazza, a lui interessa solo allenarsi con i suoi compagni di squadra, i suoi amici.
DNA importante per un Ruggers , storia, vittorie nelle varie nazionali e nei club, impegno, serietà, talento, orgoglio tutte componenti eccezionali per la crescita di un atleta, aggiungiamo un cognome sulla maglia che non concede errori o brutte figure, "Lui" é pronto a tutto ciò, in seguito lo capirete.
Inizia l'allenamento, i ragazzi giocano, giocano e giocano spostando l'ovale da una parte all'altra del campo fino ad arrivare in meta, la gioia maggiore all'interno del rettangolo erboso.
Il ritmo sale, il battito cardiaco aumenta, il respiro diventa pesante e la voglia di prevalere è forte, placcaggi, finte, calcetti di spostamento, si prova tutto pur di far vedere il proprio valore, lo scontro fisico é una componente del gioco e a volte, come in questo caso, può avere conseguenze spiacevoli fisiche e morali.
Risultato, il "Piccolo Grande Uomo", è disteso lungo a terra, un contatto fortuito alla testa l'ha messo ko.
Dopo le prime cure a bordo campo, il nostro protagonista si rialza, mostra passo sicuro e deciso, ma l'allenatore è poco convinto e scrupolosamente lo accompagna in spogliatoio. 
Al ritorno a casa, il giovane puledro, non sfugge allo sguardo attento del padre, esperto in quadrupedi, e a fronte di mille dubbi e perplessità, resosi conto che il “bozzolo” o “fragnoccoea” non c'era, anzi, il contrario, "carica" il bipede in macchina e lo trasporta al Pronto Soccorso.
Ne lamenti, ne lacrime da parte del giovane Rugger, l'esito della radiografia conferma il sospetto, bisogna operare il parietale!!!!!!
Non sono un "Sartorello" diventato scribacchino, posso solo intuire che l'operazione non dovrebbe avere conseguenze post, ma sempre di operazione si tratta!!!!!!
Al telefono con il suo Presidente, trasmettendo voce matura e coscienziosa, risponde :"sono cose che possono accadere......"
A sostegno, devi sapere che oltre ai tuoi genitori, hai tutti i tuoi compagni di squadra e tutte le magliette rosse che compongono la Tarvisium, la tua parte sarà quella di affrontare l'aspetto più duro della vicenda, il post intervento.
La forza di sostenere e superare i tempi di attesa per rientrare in campo, vedere i tuoi compagni giocare e non poter partecipare, mantenere la calma per sconfiggere questo periodo.
Adesso devi andare in meta per te stesso, in questa fase della tua vita é la marcatura più importante, non ho dubbi nell'esito della partita, vincerai sicuramente.
Non posso elencare tutti i ragazzi che hanno subito infortuni importanti nelle file Tarvisium, ma hai degli esempi molto vicini a te, da tuo fratello a Bibo a SupeRicky Ruggiero, nel periodo di degenza oltre all'amore dei tuoi genitori, alle cure dei Medici e di tutti noi, avrai e me lo auguro, l'occhio vigile di San Giuseppe, crederci non costa niente.... Suerte Cicho,

zio bortolo

 

presa al volo / n°22

carraro

 


... "quei sénsa numero".

 

Reputo sia giusto e doveroso far conoscere a tutti le persone che gravitano, o hanno gravitato nel passato, intorno al mondo Tarvisium.
Inizio io, ma può farlo chiunque, il racconto di uomini o donne cooperanti nella nostra realtà, premetto che non parlerò di Dal Cin o di Ino Pizzolato, non per cattiveria ma perché le loro figure sono note a tutti, come Gesù o la Madonna. 
Un sabato pomeriggio verso l'imbrunire, prima dell'inizio di una gara under 14, un bambino chiede al suo papà chi era quel signore dai lunghi baffi che stava osservando il riscaldamento delle compagini in campo, il padre rispose che non ne aveva idea ma il bimbo replicò prontamente: "come fai a non saperlo....é sempre qui!!!!".
La persona in oggetto della breve discussione padre figlio è Mario Carraro.
Per fortuna la sua figura va oltre un quesito familiare, é ben radicata all'interno della Tarvisium. 
Come un figliol prodigo, venni richiamato dal nostro Presidente nel ruolo di dirigente accompagnatore Under 20, allenata da Ino e Valentino Colantuono, la maggior parte di quei ragazzi ha guadagnato la serie A e sono la struttura portante della prima squadra attuale. Al mio arrivo in via Olimpia 4, venni accolto da un "ciao vecio, cosa ti fa qua", era Mario Carraro che nonostante il fermo attività si rendeva disponibile ai frequentatori della palestra o semplicemente a chi correva intorno al campo per mantenere lo stato di forma atletica.
Conobbi Mario ancora nel 1979, era nell'altra Treviso, campione d'Italia, con un bagaglio d'esperienza inesauribile, retorico, ma vero, sostenere che era un rugby diverso, certi fondamentali sono attuali ancora adesso, e lui ne è buon testimone.
Dall'aspetto anglosassone, quasi Scozzese, con il suo inseparabile basco, i più giovani malignamente lo paragonano a don Matteo, l'assenza totale di avvolgi piedi, calzini, con le scarpe sempre lucide, aiuta in modo fattivo il recupero di giocatori infortunati o acciaccati.
Non é laureato ne diplomato, il suo passato é stato di sacrifici, lavoro duro e tanto allenamento, infanzia difficile, orfano di mamma molto presto e padre che gli mostra la via del lavoro quando i suoi amici andavano a scuola, ama il corpo umano, non solo quello femminile, al punto da creargli interesse, si erudisce leggendo e carpendo diagnosi da amici dottori o semplici fisioterapisti, diventando un punto di riferimento e primo soccorso per tutti gli atleti della società.
La disponibilità verso il prossimo é la sua dote maggiore, la presenza al campo, durante le partite, dalla prima squadra alle Under è totale, il suo rannicchiarsi a bordo campo del Monigo sta diventando un "cult", lo sforzo più grande é il trattenere i suoi consigli durante le partite della 16, dove gioca suo figlio, la fame atavica e la sua ombra di rosso, ombra me racomando, no altri goti, sono a contorno di questa meravigliosa persona, lo garantisco siamo fortunati ad averlo, é una fetta di storia del rugby ma sopratutto è un amico della Tarvisium.

zio bortolo

 

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presa al volo / n°21

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una serata con cartacaramella

 

Ho partecipato alla presentazione del libro di Paolo Marta dopo aver avuto modo di parlare con lui di quanto aveva scritto e soprattutto del perché lo aveva fatto.
Ho lasciato poi, nei giorni successivi, che fosse il libro stesso a chiamarmi, quando lo avesse ritenuto opportuno. Non avevo fretta di leggerlo, ne avevano parlato alla presentazione, ne avevano letto dei brani e riflettevo sulle argomentazioni di Paolo che lo avevano portato a scriverlo. Riflettevo sulle parole dei suoi ospiti e ancora se e quanto Buon Fare c'è e ci sia stato nella mia vita.
Il momento è arrivato, questa sera, e come spesso accade con un libro, ma anche con un film o una canzone, ognuno ci cuce addosso il vestito adatto per propinarlo nella maniera più efficace a se stesso. Cartacaramella è quanto di più vicino a me e, mi permetto di dire, a tutti noi ci possa essere. A noi che agli occhi degli "altri" viviamo da adulti e che nei confronti degli altri non vogliamo mai esibire le nostre debolezze. A me che vivo le mie emozioni e le mie fragilità come mai avrei creduto quando bambino mi immaginavo adulto.
Cartacaramella però fa una cosa che solo i bambini sanno fare, ti presenta il conto, ti chiede nella maniera più diretta e crudele a quale fiaba del tuo percorso sei giunto o se nel tuo percorso hai forse saltato qualcuna di quelle fiabe.
Ma Cartacaramella è soprattutto un "manuale d'amore" per ciascuno di noi e per coloro i quali avremo in dono di accompagnare per un pezzo della nostra strada.
Buon Fare a tutti.

 

Valentino Colantuono

 

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presa al volo / n°20

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“È più facile insegnare che educare, perché per insegnare basta sapere, mentre per educare è necessario essere.” (Anonimo)

 

liberi pensieri di una new entry

 

In quel verbo “essere” ci leggo tutta la responsabilità della coerenza ma anche una passione contagiosa.

E in Tarvisium quel verbo “essere” è coniugato in tanti modi diversi.

È un essere educatori che trasmettono ai ragazzi, attraverso il gioco ed il divertimento, la disciplina ed il rispetto per i compagni e per l’avversario.

È un essere giocatori che, come sabato sera, si mettono a servizio in club house o dedicano parte del loro tempo libero come allenatori dei più piccoli.

È un essere genitori che fanno squadra fuori dal campo: con tanta buona volontà, dietro una griglia a cucinare panini piuttosto che a servire birre, cucinare la pasta o servire ai tavoli.

È un essere Gigante: tante, tantissime persone che con “umiltà, carattere, passione, generosità e cuore” si fanno ogni volta testimoni dell’essere Tarvisium.

È un essere un continuo esempio, soprattutto per i nostri ragazzi, un esempio che ha il valore di una coerenza costante (anche se non sempre facile) e di una passione forte.

 

Micaela Zanata

 

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